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  chitifaitaliavotano campagna nazionale per il NO al referendum del 25 e 26 giugno
 
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Campagna nazionale per il No al referendum del 25 e 26 Giugno

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Benvenuti
questo è un we-blog nato tra i bloggers di tutta italia per sostenere la campagna nazionale per salvare la costituzione.
Chiunque voglia dare il suo contributo può farlo, il blog è libero e nasce da un gruppo di amici che vuole darsi da fare per questa nuova battaglia che, insieme , riusciremo a
vincere.

Come partecipare
Lasciate nei commenti la vostra lettera alla Democrazia e alla Costituzione con la richiesta di adesione all'iniziativa ed il vostro link.
In seguito, nell'ultima settimana referendaria, prepararemo un "post collettivo" da inserire, nel proprio blog (o sito), con le seguenti modalità;
utilizzare come immagine il logo presente in questo blog, creare ed intitolare il post "Chi tifa Italia vota NO" e pubblicare, oltre a due righe di presentazione dell'iniziativa, una sintetica "lettera alla Costituzione" che elaboremo insieme sulla base dei contributi arrivati e alla quale ognuno dei bloggers, con l'autonomia e la creatività personale, potrà aggiungere ulteriori riflessioni.



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7 giugno 2006

Cara Democrazia

Riceviamo e pubblichiamo da Antonio Cimadomo

Cara Democrazia,
stai per compiere sessant’anni.
Non ti arrabbierai se alcuni giovani hanno voluto scriverTi questa lettera,  forse scavalcando i protocolli d’occasione, per parlarTi di una loro grande paura. Hanno deciso di farlo così, prendendo carta e penna, per manifestarTi la loro vicinanza ed il loro affetto e difendendoti da chi oggi, impropriamente, ha deciso di minare le Tue basi.
Sessant’anni fa, quando venisti alla luce, il mondo era un mondo diverso. Il mondo dei nostri nonni era profondamente ferito dalle guerre mondiali appena conclusesi, guerre che sparsero per tutta l’Europa morte, miseria, povertà. Mai come allora si aveva bisogno di grandi uomini affinché l’Europa intera, e l’Italia in particolare, potesse uscire da quell’inferno e tornare a vivere, a ricostruirsi una identità, a riprogettare un futuro. Quei grandi uomini noi li abbiamo avuti, si chiamavano Alcide De Gasperi, Umberto Terracini, Pietro Nenni, Giuseppe Di Vittorio, Amintore Fanfani.
A loro si deve la lungimiranza di dotare Te, la nostra Democrazia, di una carta fondamentale, la Costituzione Italiana, che ha permesso a questo paese di crescere e svilupparsi secondo principi e valori ancora oggi pienamente condivisibili. Alcuni pensano che la Costituzione sia un fiore pungente, nato quasi per caso da un arido terreno di sbandamenti post-bellici e da risentimenti faziosi volti al passato. Altri pensano che essa sia nata da una ideologia antifascista. Altri ancora si richiamano alla resistenza , con cui l’Italia può avere ritrovato il suo onore. Sicuramente la Costituzione italiana è nata ed è stata ispirata da un grande fatto globale, la seconda guerra mondiale. Nessuno poteva dimenticare le decine di milioni di morti, i mutamenti radicali della mappa del mondo, la trasformazione quasi totale dei costumi di vita, il tramonto delle grandi culture europee, l’affermarsi del marxismo in varie regioni del mondo, i fermenti reali delle novità in campo religioso, la necessità impellente della ricostruzione economica e sociale all’interno e tra le nazioni.
Scriveva Pietro Calamandrei in un discorso all’Assemblea costituente del 1947 che
“fra un secolo si immaginerà che in questa nostra Assemblea, mentre si discuteva sulla nuova costituzione repubblicana, seduti su questi scranni non siamo stati noi, uomini effimeri, di cui i nomi saranno cancellati e dimenticati, ma sia stato un popolo di morti, di quei morti che noi conosciamo ad uno ad uno, caduti nelle nostre file nelle prigioni e sui patiboli, sui monti e nelle pianure, nelle steppe russe e nelle sabbie africane, nei mari e nei deserti. Essi sono morti senza retorica, senza grandi frasi, con semplicità, come se si trattasse di un lavoro quotidiano da compiere: il grande lavoro che occorreva per restituire all’Italia libertà e dignità. Di questo lavoro si sono riservata la parte più dura e più difficile: quella di morire, di testimoniare con la fede e la morte la fede nella giustizia. A noi è rimasto un compito cento volte più agevole: quello di tradurre in leggi chiare, stabili ed oneste il loro sogno di una società più giusta e più umana, di una solidarietà di tutti gli uomini alleati a debellare il dolore. Assai poco, in verità, chiedono a noi i nostri morti. Non dobbiamo tradirli.
Sessant’anni dopo, Cara Democrazia, quegli uomini non ci sono più, ma di loro abbiamo in eredità il dono più grande. Il sogno di un Paese più giusto, il sogno di un Paese migliore.
Tocca noi giovani oggi non tradire quegli uomini, difendere quegli ideali da chi vuole stravolgere la nostra identità.
E’ forse il compito più difficile, sicuramente quello più importante. Probabilmente la storia ci mette di fronte ad una responsabilità troppo grande per la nostra età, noi però non abbiamo paura. Cercheremo in tutti i modi di difendere quello che i nostri nonni hanno conquistato, i nostri padri hanno scritto e che tocca noi far vivere. Sempre e comunque, per un Paese che possa somigliare sempre di più ai nostri migliori desideri




permalink | inviato da il 7/6/2006 alle 21:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa


6 giugno 2006

Cara Costituzione .. da Elio

È proprio una concentrazione del potere esecutivo che tolga equilibrio alle forze andando a sopraffare il potere Parlamentare e del Governo, che ci viene proposto adesso.
L’esatto contrario di ciò che è stato scritto da chi, sessant’anni fa, ha fortemente voluto la nostra Costituzione.
Anche per questo siamo qui, a scriverti....


Riceviamo e Pubblichiamo
da Elio

Cara Costituzione ...
sei nata dal sacrosanto diritto di tutti di voler vivere liberi, sei nata dalle coscienze di chi libero nello spirito più non riusciva a convivere con il lato orrendo, l'espressione violenta del regime fascista che assieme alle forze naziste opprimeva il paese e ne soffocava le libertà,  perseguitando le  libere idee e lo sviluppo del pensiero democratico, inoltre deportando e uccidendo chi come unica colpa professasse la fede ebraica, questo regime fascista torturava e uccideva sistematicamente chiunque si opponesse alla sua follia, portò il nostro paese ad una sanguinosa guerra mondiale, e precipitare l`Italia in una impressionante indimenticabile guerra civile dalle dolorose conseguenze e dalle infinite lacrime, con il diffuso terrore il nazifascismo imponeva ai nostri nonni di aderire a quel regime sanguinario che appariva vestito di buono ma esprimeva il veleno dell`odio. Cara Costituzione sei nata dal coraggio dello spirito libero di chi ha creduto nella libertà e nella democrazia, di chi ha resistito a tutto questo e partecipato sacrificandosi combattendo nella Resistenza liberando l`Italia il nostro paese dal terrore nazifascista.

Cara Costituzione per farti nascere i nostri nonni da giovani ti hanno regalato i loro anni migliori, in molti hanno sofferto, e in molti sono morti tra pene indescrivibili per mano di chi aveva paura dei tuoi valori e dell'espressione di libertà e uguaglianza che porti con te. Sei nata per sancire e affermare i diritti delle persone, sei nata dal dolore dal pensiero libero dalla speranza infusa dalla fede sia politica che Cristiana, dal valore di chi ha creduto in un futuro migliore di chi ci ha creduto fino in fondo per regalare a tutti noi loro figli e gente di oggi la gioia e l`orgoglio di appartenere ad un'Italia libera, democratica, e antifascista. Vorrei che molti ti conoscessero di piu`e vivessero coscienti dell`importanza che porti con te nel difendere i nostri diritti nel tutelare i nostri valori, nel difenderci dalle discriminazioni, nel capire quanto sia importante e bello vivere in questa società libera, in una democrazia.

Vorrei che molti ti leggessero e ne cogliessero l`attento e profondo messaggio che esprimi. Spesso di questi tempi  viviamo situazioni che sono in netto contrasto con quanto stato pensato e scritto dai tuoi padri fondatori, e spesso ci si domanda come sia potuto succedere, perché sei stata calpestata nei tuoi articoli di libertà e uguaglianza, spesso i diritti che tu difendi e confermi, da molti non sono ascoltati o sono dimenticati, troppo spesso ci si scorda di quello che era stato ieri, e dei valori che trasmetti e porti con te. Troppo spesso ci si domanda il perché e ancora perché, perché deve essere cosi...perché c`è chi ignorandoti ti calpesta e finge miseramente di non vedere quanto scrivi, potremmo forse un giorno smetterla di essere cosi?

Eppure è cosi giusto e sacrosanto ciò che è stato pensato e scritto molti anni fa,quando dalle ceneri di un dittatura fascista nasceva una Democrazia, la nostra Democrazia,  e sarebbe opportuno si venisse a sapere e ci si vergognasse, per quale assurdo motivo spesso non si vuole coglierne lo spirito, le solite cose all`italiana? Pure quelle perché all`italiana?

Sarebbe bello e opportuno la volessimo smettere e dedicassimo solo un pensiero ai nostri nonni al bene che ci hanno voluto, e al loro valore e al loro sacrificio perché non sia stato invano, e incominciassimo a pensare di crescere, crescere senza distruggere o illudere, leggendo orgogliosi i tuoi articoli senza dimenticare quello che c`e`stato avendo ben presente in mente il messaggio di ariosa Democrazia che porti con te. Vorrei potessimo uscire da questo benedetto analfabetismo e incominciassimo a leggerti di più perché  ora più che mai c`e`ne`il bisogno, perché ora c`e`stato qualcuno che ha pensato di cambiarti in suo favore. Si, ti si vuole cambiare con un referendum, e non per evolverne lo spirito, ma per quel solito meschino interesse di parte che tanto squallido e misero si esprime e tanto calpesta l'essenza di libetà con cui sei stata scritta, e con cui poi sei nata.

Perciò ora più che mai dovremmo stringerci tutti assieme in un responsabile e consapevole unione di tutti, dove ognuno partecipa e ha il proprio ruolo, e dovremmo domandarci seriamente perché in questo benedetto nostro paese l`Italia deve contare l`egoismo l`egocentrismo sfrenato il clientelismo la mafia assassina, il litigio perpetuo, perché non sappiamo raggiungere un livello mediocre di semplice responsabilità, perché non riusciamo a infondere e a far nascere un  coraggioso orgoglioso senso di appartenenza che costruisca partecipazione viva, e cresca in noi un senso di giustizia, e porti poi ad uno sviluppo solidale della nazione uguale da nord a sud alla sconfitta definitiva di tutte le mafie criminali, dove con la responsabilità possa crescere un umile buon senso, dove si faccia un intelligente uso delle risorse per tutti, dove è proprio l`uomo in quanto persona con i suoi diritti a contare, lui al centro di tutto, responsabile maturo dei suoi doveri, dove poi la ricchezza prodotta sia un bene da distribuire equamente, dove nessuno toglie a nessuno ciò che ha diritto, ma crea assieme i mezzi per costruire benessere opportunità solidarietà cultura per tutti, dove la tolleranza si diffonda nel rispetto sacro delle persone del loro credo, delle loro cose, dei loro diritti, e questa si chiama Democrazia e questo e`il tuo spirito cara nostra Costituzione per questo sei stata scritta, per questo dobbiamo ora diffonderti e difenderti.

Per fortuna cara Costituzione ci sei, e vogliamo che rimani cosi come sei.




permalink | inviato da il 6/6/2006 alle 19:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


5 giugno 2006

Lettere alla Democrazia e alla Costituzione

Cara Democrazia,
ho studiato che tutto, di fatto, è cambiato il primo gennaio del 1948 quando è entrata in vigore la Costituzione; una sorta di compromesso costituente, nato, in un clima da enclave rispetto a ciò che accadeva fuori da Montecitorio, in un momento storico non semplice, in cui gli aspetti politici sembravano avere la meglio sulle esigenze di vita dei lavoratori, con gli italiani ancora storditi dalle bombe e l’ombra nera del fascismo fin troppo vicina.
È nata allora una democrazia liberale a forte coloritura socialista, che univa almeno tre anime dell’Italia sempre così sfaccettata: quella dell’ideologia cattolica, quella socialista-comunista e quella liberale.
Leggo nell’articolo 3 che è possibile trasformare le utopie del diritto naturale in utopie del diritto positivo, cioè vedo che si demanda alla Costituzione il potere di cambiare le sorti di classi sociali svantaggiate, rimuovendo ostacoli di ordine sociale e materiale.
Come altre costituzioni coeve (quella francese, quella tedesca, la Dichiarazione dei Diritti universali dell’uomo) nasce come figlia della tragedia della shoa.
Molti dicono che abbia rapporti stretti con quei venti mesi chiamati Resistenza, guerra civile, guerra di liberazione nazionale, lotta di classe; la maggior parte degli ideali di questa parte della storia italiana passarono direttamente nella Costituzione, in primis uguaglianza e democrazia.
Non vi trovano posto, però,  la volontà di sovvertire il regime economico sociale di quel periodo e  l’intenzione di lotta di classe.
Nella seconda parte, quella organizzativa, leggo di pluralismo e di equilibrio tra i poteri; poteri concepiti come bilanciamento che non prevede monopolio. Pesi e contrappesi che rendono impossibile il fatto che uno prevalga sull’altro.
È proprio una concentrazione del potere esecutivo che tolga equilibrio alle forze andando a sopraffare il potere Parlamentare e del Governo, che ci viene proposto adesso.
L’esatto contrario di ciò che è stato scritto da chi, sessant’anni fa, ha fortemente voluto la nostra Costituzione.
Anche per questo siamo qui, a scriverti.

Lasciate nei commenti la vostra lettera alla Democrazia e alla Costituzione con la richiesta di adesione all'iniziativa ed il vostro link; vi aggiungeremo tra i bloggers promotori.




permalink | inviato da il 5/6/2006 alle 23:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (33) | Versione per la stampa

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